Situata a ridosso dell'antico porto di Gravisca, noto oggi come Porto Clementino, la Riserva Naturale Saline di Tarquinia è un sito naturalistico di estrema importanza.
Estesa per circa 150 ettari di cui 100 di laguna costiera, è l’unica salina rimasta nel Lazio ed una delle poche presenti lungo l’intera costa italiana.
Al suo interno vivono numerose specie dell'avifauna migratoria e stanziale tra cui degli splendidi esemplari di fenicotteri rosa, tra le principali attrazioni per appassionati di fotografia naturalistica e e birdwatchers. Tra gli altri anche la Garzetta, l'Airone cinerino, il Gabbiano corallino, l'Airone Bianco, il Cormorano, il Falco Pescatore, il Cavaliere d'Italia, la Quaglia, il Germano Reale, il Fagiano e molti altri ancora.
Una visita alle Saline di Tarquinia è un’esperienza interessante e divertente per tutta la famiglia. Durante i percorsi all’interno della sua area, è possibile scoprire la sua storia, ammirare l’eclettico borgo costruito per chi lavorava qui e imbattersi anche in esemplari di Volpe, Porcospino, Istrice, Nutria, Scoiattolo e Testuggine comune.
Le origini delle Saline di Tarquinia sono antichissime: documenti ne attestano l’esistenza già all’epoca degli Etruschi e dei Romani. Dopo un periodo di decadenza durante il Medioevo, l’attività delle saline venne ripresa all’inizio del XIX secolo per volere di Papa Pio XIX.
Nel 1980, considerata l'importanza della zona per l'avifauna migratrice e stanziale, fu istituita la Riserva Naturale di Popolamento Animale ed affidata prima al Corpo forestale dello Stato ed oggi al Comando Unità per la Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri.